Friday, January 1, 2010

Political prisoner, Ali Saremi, sentenced to death, warns about a repeat of massacre (Available in 3 languages: English, Farsi, Italian)




Political prisoner, Ali Saremi, sentenced to death, warns about a repeat of massacre

Ali Saremi, a 62-year-old political prisoner, has sent out a message from prison warning about the intentions of the clerical regime’s leaders to carry out a massacre of political prisoners and the uprising’s detainees.
Mr. Saremi, who has spent a total of 23 years in the prisons of the Shah and the current regime, was last arrested in the summer of 2007 for attending a ceremony marking the 19th anniversary of the massacre of 30,000 political prisoners by the Iranian regime in 1988.

On Tuesday, December 29, 2009, the clerical regime’s henchmen sentenced Mr. Saremi to death without adhering to due legal process.

The Iranian Resistance calls on the UN Secretary General, Security Council, High Commissioner for Human Rights, and all human rights organizations to enact urgent measures to prevent the execution of Mr. Saremi and other political prisoners.

Below is the text of Mr. Saremi’s message:

In the name of God

The dawn of hope, once ensnared
No matter if the hidden veil comes out
For the dark night nears its end

Simultaneous with the growing tide of the Iranian people’s just uprising for freedom and for saving our land from the clutches of tyranny, the regime seeks to arrest and even execute a number of innocent people in order to cultivate fear and terror in the hearts of the people and youths, hoping to deflect their anger and protests. That is why, perhaps with the death sentence issued to myself yesterday, there may be signs that the regime has instigated another plan for a massacre. This is while, even in the context of this regime’s laws, I have not committed any crimes, except for paying my respects and praying for the massacred political prisoners who are buried in the mass graves of Khavaran, more than two years ago.

It is clear that my death sentence lacks a legal basis and their only goal of hanging me is to intimidate the people and youths of this country, and scare them away from pursuing their demands. Therefore, in these days which are symbolized by the martyrdom of Imam Hussein, I deem it appropriate to once again say these words inspired by the leader of freedom-loving people [Imam Hussein]:

If Mohammad’s path, and now our own country’s fate, won’t see peace except if the blood of me and people like me is shed, then nooses of the gallows, take me now!

My blood is not any different than the blood of Neda [Agha Soltan] and other young people whose blood is shed daily on the streets. This will only add to the righteousness of this path, and our fearlessness and pride, especially in the days of Muharram and especially because it is at the hands of the most cruel human beings.

In the end, I would like to bring it to the attention of everyone around the world and all humanitarians, that the regime is seeking to take me, people like me, or some of the young people and prisoners to the gallows so that it can intimidate and terrify the people with our corpses, just like Ibn Ziad did [one of the governors of tyrant caliph Yazid, who beheaded a messenger from Imam Hussein to terrify people].

The Tehran Prosecutor, the regime’s Majlis [Parliament] Speaker, Larijani, and some of the other criminal officials of the regime have also repeated this with utter shamelessness on state-run TV in order to intimidate people. But, there is no doubt that such sentences and threats will not result in the slightest retreat by myself or any of my compatriots on the path of establishing a free Iran.

And, as a father who has spent 23 years of his life in the prisons of the previous and current regimes in defense of freedom in this homeland, I declare to the likes of Larijani and other criminals:

In your existence, you must live a pure life
How tainted I would be if I fail to build my faith as sturdy as a mountain
A higher legacy towering over the lifeless dirt

Ali Saremi,
Political prisoner at Gohardasht prison
December 30, 2009

English Source: NCRI


******************************************


پیام زندانی سیاسی پس از ابلاغ حکم اعدام به او

انتشار: فعالین حقوق بشر و دمکراسی در ایران

پیام زندانی سیاسی علی صارمی پس از ابلاغ حکم به او

بنام خدا

صبح اميد كه شد معتكف پرده غيب

گو برون آي كه كار شبِ تار آخرشد

همزمان با اوج گيري قيام حق طلبانه مردم ايران براي نيل به آزادي ونجات ميهن از دست استبدادديكتاتوري , رژيم ميخواهد با دستگيري وحتي اعدام شماري ازمردم بيگناه به ايجاد رعب ووحشت دردل مردم وجوانان مبادرت ورزد ؛ تاشايد بدين وسيله جلوي خشم واعتراض آنها را بگيرد به همين دليل با صدور حكم اعدامي كه همين ديروز به اينجانب ابلاغ گرديد چه بسا كه پروژه قتل عامي ديگر را كليك زده است آن هم درشرايطي كهاينجانب حتي درچارچوب قضا وقانون همين رژيم هم مرتكب هيچ جرمي نشده مگر حضوري ساده براي اداي احترام وفاتحه اي براي زندانيان قتل عام شده درگورستان جمعي خاوران آن هم دردوسال واندي قبل.

پرواضح است كه حكم من هيچ مبناي قانوني نداشته وتنها ميخواهند با اعدام اينجانب مردم وجوانان اين ميهن رامرعوب ساخته و آنها را درپيگيري مطالباتشان به وحشت اندازند لذا دراين ايام حسيني :مناسب مي بينم كه يكبارديگر اززبان سرورم آزادگان فرياد بر آرم ك

اگر آيين محمد واكنون ميهن ما جز با ريختن خون من وامثال من به سامان نمي رسد پس اي طنابهاي دار مرا دربگيريد

خون من قطعا ازخون نداها وديگر جوانان كه روزانه برسنگفرش هاي خيابان مي ريزد رنگين تر نيست وجز برحقانيت , جسارت وافتخار ما نمي افزايد آن هم درماه محرم وبه دست شقي ترين آدمها

درانتهاهمه جهانيان وانسان دوستان را متوجه اين موضوع ميكنم كه رژيم قصد دارد كه من وامثال من ويا برخي ازجوانان وزندانيان را به پاي چوبه هاي دار بكشاند تاهمانند ابن زياد بانمايش اجساد آنها همه را مرعوب ومتوحش سازد

اين را دادستان تهران ,لاريجاني رييس مجلس وبرخي مقامات جنايتكار رژيم براي ارعاب مردم با وقاحت تمام درتلويزيون هم اعلام كرده اند ولي ترديدي نيست كه چنين احكام وتهديدهايي كمترين خللي درآماده بودن من وهموطنانم براي تحقق ايراني آزاد به وجود نمي آورد

:وبه عنوان پدري كه حدود 23 سال ازعمر خود را براي ازادي دراين سرزمين ورژيم قبل ورژيم كنوني درزندان به سربرده است , به لاريجاني ها وديگر جنايتكاران اعلام ميكنم كه

گربدين سان زيست بايد پاك

من چه ناپاكم اگر ننشانم از ايمان خود چون كوه

يادگاري برتر از بي بقاي خاك

والسلام

علي صارمي زنداني سياسي گوهردشت

نهم ديماه




******************************************************************

Il messaggio di Ali Saremi, prigioniero politico condannato a morte: "Vogliono compiere un nuovo massacro"

(da Persian2English) Ali Saremi, 62 anni, prigioniero politico condannato a morte, ha inviato dal carcere un messaggio in cui mette in guardia contro l'intenzione dei leader della Repubblica Islamica di portare a termine un vero e proprio massacro di prigionieri politici e detenuti arrestati durante le manifestazioni di questi mesi.

Saremi, che ha trascorso un totale di
23 anni nelle prigioni dello Shah e dell'attuale regime, è stato arrestato l'ultima volta nel 2007 per avere preso parte a una cerimonia per il 19° anniversario della strage di 30000 prigionieri politici compiuta dal regime nel 1988.
Martedì 29 dicembre 2009 è stato condannato a morte senza essere sottoposto a un processo equo.

Ecco il testo del messaggio:

Contemporaneamente alla crescente ribellione del popolo iraniano per ottenere la libertà e per salvare la nostra terra dalla stretta della tirannia, il regime cerca di arrestare e giustiziare una grande quantità di persone allo scopo di far nascere la paura e il terrore nei cuori della gente e dei giovani, con la speranza di piegare la loro rabbia e le loro proteste. Ecco perché, dalla sentenza di morte emessa contro di me ieri, possono essere tratti segnali che il regime sta pianificando un nuovo massacro. Questo accade mentre, perfino nel contesto delle leggi di questo regime, io non ho commeso alcun crimine, se non quello di avere offerto, più di due anni fa, il mio rispetto e la mia preghiera ai prigionieri politici che sono stati massacrati e che sono sepolti nelle tombe di massa a Kharavan.

E' chiaro che la mia condanna a morte manca di basi legali e il solo scopo che essi si prefiggono impiccandomi è quello di intimidire la gente e i giovani di questo paese, e distoglierli dal portare avanti le loro richieste. Pertanto, in questi giorni che sono simboleggiati dal martirio dell'Imam Hossein, ritengo opportuno ancora una volta dire queste parole, ispirate dal capo supremo di coloro che amano la libertà (l'Imam Hossein):

Se il sentiero di Mohammad, e ora destino del nostro stesso paese, non avrà pace se non versando il sangue mio e di quelli come me, allora annodate il cappio e prendetemi ora!

Il mio sangue non è diverso dal sangue di Neda e da quello degli altri giovani, versato giorno per giorno nelle strade. Questo aggiungerà alla coerenza morale di questo cammino il nostro coraggio e il nostro orgoglio, specialmente nei giorni del Mooharram, e specialmente perché questo cammino è nelle mani degli esseri umani più crudeli.

Infine, vorrei portare all'attenzione di tutti nel mondo, e a quella delle organizzazioni umanitarie, che il regime sta cercando di mettere alla forca me, persone come me, alcuni giovani e altri prigionieri in modo da intimidire e terrorizzare il popolo con i nostri cadaveri, proprio come fece Ibn Ziad [uno dei governatori del tiranno Yazid, il califfo, che fece decapitare un messaggero proveniente dall'Imam Hossein per spaventare la gente].

Il procuratore di Tehran, il presidente del Parlamento del regime, Larijani, e alcuni degli altri criminali funzionari del regime hanno anche ripetuto questo concetto senza vergogna alla televisione di stato per intimidire il popolo. Ma non c'è alcun dubbio che queste condanne e minacce non porteranno al minimo passo indietro, da parte mia o da parte di qualcuno dei miei compatrioti, dalla strada che conduce a un Iran libero.

E, come un padre che ha trascorso ben 23 anni della sua esistenza nelle prigioni di questo regime e di quelli che lo hanno preceduto, per difendere la libertà di questa nostra terra, dichiaro a quelli come Larijani e agli altri criminali:

Nella tua esistenza devi vivere in purezza.
Quanto impuro sarei se non riuscissi a costruire una fede solida come le montagne.
Una più alta eredità svetta sulla terra priva di vita.

Ali Saremi
prigioniero politico nel
carcere di Gohardasht
30 dicembre 2009


Source- Amici Dell'Iran

No comments:

Post a Comment